Olio nuovo 2016: pensavamo peggio!

Chiusa la campagna olearia, è tempo di tirare le somme.

Certo, a maggio la bellissima fioritura ci aveva fatto sperare in un’annata copiosa, ma dopo Ferragosto abbiamo dovuto fare i conti con la mosca, e le nostre speranze si sono ridotte al lumicino.

Passato il primo momento di frustrazione, i nostri pensieri sono tornati al famigerato 2014, quando la mosca ha fatto davvero tabula rasa degli oliveti. Ma se l’annus horribilis ci aveva colto totalmente impreparati, quest’anno – ci siamo detti – avevamo ancora abbondante margine di manovra. Ci siamo quindi rimboccati le maniche, e giorno dopo giorno abbiamo cominciato a monitorare gli alberi, spiando ogni movimento di Bactrocera oleae e trattando nel momento più opportuno gli olivi con Spintor Fly, ammesso anche in agricoltura bio.

Poi, quando le olive hanno mostrato i primi segni di maturazione, abbiamo avviato la raccolta. Il 10 ottobre avevamo già completato il primo oliveto.

Se non avessimo iniziato così presto ora ci mangeremmo le mani: molti nostri colleghi hanno preferito aspettare i primi di novembre per cogliere, per avere rese maggiori, ma si sono trovati a dover fare i conti con olive “moscate”, quindi in stato avanzato di ossidazione, e con rese intorno al 12%. Tanto che qualcuno ha addirittura preferito rinunciare a fare l’olio!

Il nostro piccolo stock di oro verde sta ora riposando nei fusti, e aspettando i risultati delle analisi per conoscerne i valori in acidità, perossidi, polifenoli, tocoferoli e quant’altro, possiamo quindi dire che sì, poteva certo andare meglio, ma anche mooolto peggio!

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