Consumare olio d’oliva fa bene anche all’ambiente

La mitologia greca attribuisce l’invenzione dell’olio d’oliva alla dea Atena,  protettrice della città di Atene. Per aggiudicarsi la sovranità della capitale dell’antica Grecia, Atena e Poseidone ingaggiarono una feroce competizione per offrire all’Attica, la regione di Atene, il dono più bello. Il dio del mare offrì un lago sacro, mentre la dea della saggezza e della guerra vi crebbe un olivo.

Olivi a Montepescini

Alla fine il  consiglio degli dèi concesse la vittoria ad Athena. L’olivo poteva infatti vivere per centinaia di anni e dava frutti commestibili dai quali si poteva estrarre un meraviglioso succo. Utile come condimento, per l’igiene personale, per curare ferite e malattie e per illuminare le case. Da allora, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’olio d’oliva è anche portentoso per le sue proprietà benefiche sulla salute. Mentre è ormai più che assodato  il suo ruolo preventivo contro malattie come arteriosclerosi, diabete, obesità, osteoporosi e diversi tumori. Come abbiamo messo in evidenza nel nostro articolo Le sette virtù cardinali dell’extravergine.

Le qualità dell’olivo però non si fermano qui. Vanno ben oltre l’ambito della salute e della gastronomia.

Bruschetta e olio d'oliva

Un ruolo prezioso per l’economia rurale e l’ambiente

Recentemente l’olivo si è rivelato anche una pianta capace di salvaguardare l’ambiente. Resiste alla siccità e si adatta alle condizioni più difficili, cresce in terreni poveri e marginali contribuendo a frenare la desertificazione e l’erosione. Garantisce alla popolazione delle zone rurali una forma di reddito, peraltro sempre più insufficiente. Questo aspetto è molto importante, poiché nella maggior parte dei paesi a sud e ad est del Mediterraneo molti agricoltori vivono ancora quasi esclusivamente di olivicoltura. Continuare oggi a produrre olive e olio d’oliva significa consentire ai coltivatori di vivere le campagne e di mantenere in salute il paesaggio.

Lo sapevate?

Se si analizza l’impronta ecologica dell’olivo,  soprattutto nell’ottica dell’impronta di carbonio, dell’impronta idrica e della biodiversità, questa pianta millenaria si dimostra capace di attenuare perfino gli effetti del cambiamento climatico!

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha condotto molti studi sulle potenzialità dell’olivo come pozzo di carbonio. Quando si parla di cambiamento climatico, un pozzo di carbonio è un elemento capace di catturare i gas serra dell’atmosfera. Tra questi anche il famigerato diossido di carbonio (CO2), la cui concentrazione è aumentata in maniera esponenziale in questi ultimi anni, ed è la principale causa del riscaldamento climatico.

Oggi sappiamo fin troppo bene che tutto ciò che facciamo produce CO2. Le attività agricole poi hanno un enorme impatto nell’emissione dei gas a effetto serra. Tuttavia le piante legnose come l’olivo riescono a catturare grandi quantità di anidride carbonica nell’aria, a immagazzinarla e a rilasciarla nell’atmosfera sottoforma di ossigeno. Riducono così la concentrazione di CO2 nell’ambiente.

Di recente, in occasione del Sol & Agrifood di Verona il Consiglio oleicolo internazionale (COI) ha presentato una ricerca dai risultati sorprendenti. Secondo i calcoli degli studiosi, un ettaro di olivi assorbirebbe l’impronta di carbonio prodotta da una persona in un anno. Un litro di olio d’oliva poi catturerebbe 10,64 kg di CO2. E la produzione mondiale di olio d’oliva potrebbe assorbire le emissioni di CO2 di una metropoli da 7 milioni di abitanti come Hong Kong! (link all’articolo in inglese)

Ecco dunque altri validi motivi che dimostrano che consumare olio d’oliva (di qualità, come il nostro 😉 ) fa bene all’ambiente. Ce lo spiega questo video prodotto dal Consiglio oleicolo internazionale.

Nota:

articolo tradotto e adattato da Fosca Monesi. Il testo è pubblicato in spagnolo (lingua originale) nel blog verdesynegras di Juliette Cayol e in francese nel blog Jus d’olive di Cécile Le Galliard.

2 risposte a “Consumare olio d’oliva fa bene anche all’ambiente”

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